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Pandoro

Bene…e ora c’è la domanda : A NATALE, PANDORO O PANETTONE? Per molti un dilemma, ma io lo risolvo facendo, comprando e mangiando entrambi così non faccio torto a nessuno.

Non sto certo qui a scrivervi la storia di questi due dolci e nemmeno ad elencarvi tutte le mille e una varianti possibili. Vi dirò soltanto che con il pandoro, “buona la prima”! Ovvero, che per essere il primo tentativo fatto, non mi posso certo lamentare.

Sinceramente pensavo fosse più complicato e che il risultato fosse scadente, invece sono rimasta molto soddisfatta; unica pecca sono gli stampi. Se per il panettone, possiamo trovare i pirottini di varie misure attorno all’euro l’uno, (centesimo più, centesimo meno)per il pandoro abbiamo bisogno di stampi in alluminio e il prezzo, a seconda della dimensione, solitamente supera i 10€ l’uno. Conviene quindi pensare bene di che peso vogliamo i nostri dolci. Per questa ricetta ho voluto fare dei pandori da 750g (ne vengono 2).

Il procedimento è un po’ lungo, ma non complicato. Dovremo fare prima una biga(un lievitino) e poi due impasti, con lievitazioni abbastanza lunghe. Se volete cimentarvi con questi impasti, partite con il pandoro, perchè con il panettone , la faccenda si complica un pochino, anche se molto fattibile anche quello.

Se vi posso dare un consiglio,leggete prima tutta la ricetta e fatevi uno schema della tempistica, così gestirete meglio il tutto. Procediamo per gradi.

 

INGREDIENTI PER 2 STAMPI DA 750G

PER LA BIGA

  • 90 g di farina manitoba
  • 60 g di acqua
  • 10 g di lievito di birra fresco

PRIMO IMPASTO

  • biga (lievitata)
  • 180 g di farina manitoba
  • 40 g di zucchero
  • 100 g di uova (2 o 3 uova a seconda del peso, usando quelle per pasta e dolci, si otterrà un impasto più giallo)
  • 14 g di lievito fresco

SECONDO IMPASTO

  • primo impasto
  • 420 g di farina manitoba
  • 180 g di zucchero
  • 20 g di miele di acacia
  • 200 g di uova (3 o 4)
  • 2 tuorlo
  • 1 baccello di vaniglia
  • scorza grattugiata di 1 limone
  • 250 g di burro ammorbidito
  • (in più serviranno un po’ di burro e di farina per gli stampi)

BIGA: dovrà lievitare per 8/10 ore (o per tutta la notte) a temperatura ambiente. In una ciotola impastiamo a mano 90g di manitoba, 10g di lievito sbriciolato, 60g di acqua a temperatura ambiente. Lavoriamo bene e lasciamo lievitare coperta da pellicola.

 

 

PRIMO IMPASTO: mettiamo la biga lievitata in una planetaria munita di gancio, aggiungiamo 180g di manitoba, 40g di zucchero, 14g di lievito sbriciolato e cominciamo a amescolare a media velocità, versiamo l’uovo e e lavoriamo fino a che non avremo un impasto incordato, ovvero che si arrotola come una corda attorno la gancio. Prendiamo l’impasto e lo mettiamo su un piano di lavoro leggermente infarinato (magari ci aiutiamo con una spatolina, un tarocco) e lo ripieghiamo più volte su se stesso, cerchiamo di dargli una bella forma sferica e poi lo mettiamo a lievitare, con la parte liscia rivolta verso l’alto, in una ciotola che poi copriremo con pellicola. Ci vorranno 2 ore, o almeno fino a quando non avrà raddoppiato di volume.

       

 

SECONDO IMPASTO: prendiamo il primo impasto e lo mettiamo nella ciotola della planetaria munita di gancio. Uniamo i 20g di miele, i semi della bacca di vaniglia(non buttate mai il baccello, potrebbe tornarvi utile per la preparazione di creme, aromatizzare lo zucchero ecc.), la scorza del limone grattugiata, i 180g di zucchero, i 420g di manitoba e iniziamo a mescolare con il gancio. Uniamo, una alla volta, aspettando che si siano bene incorporate, le uova e i tuorli e mescoliamo fino a che non otteniamo l’impasto incordato. A questo punto, uniamo i 250g di burro ammorbidito a temperatuara ambiente(morbido ma non sciolto): come per le uova, lo aggiungiamo un pezzetto alla volta aspettando che il primo sia ben incorporato prima di mettere l’altro.

   

Ottenuto un l’impasto incordato (non abbaite fretta, fate incorporare bene il burro), lo pesiamo e lo dividiamo a metà.

Imburriamo e infariniamo gli stampi.

   

Lavoriamo ogni “mezzo impasto” dandogli delle pieghe di rinforzo, ovvero lo pieghiamo un po’ su se stesso, diamo una forma sferica e liscia, e lo mettiamo a lievitare (uno per stampo, con le pieghe verso l’alto, cioè la parte liscia va sul fondo dello stampo).

Lasciamo lievitare coperto da pellicola, fino a quando non raggiungerà il bordo dello stampo. Ci vorranno 8/10 ore (a me ne sono bastate 4/5 , forse la stanza era un po’ calda).

 

Una volta lievitati, prepariamo il forno: statico, preriscaldato a 140°C, inseriamo una ciotolina di acqua calda alla base, e cuociamo per 55 min al ripiano più basso. Se vedete che tendono a scurirsi un po’ troppo, copriteli con un foglio di carta da forno.

Sforniamo e lasciamo raffreddare almeno 30 minuti nello stampo. Prendiamo un piatto da portata, lo mettiamo sulla base del pandoro e capovolgiamo lo stampo che, a questo punto, dovrebbe sfilarsi con facilità: se così non fosse, attendiamo ancora qualche minuto.

  

Zucchero a velo in abbondanza, a chi piace , e godetevi le vostre fatiche!

 

CONSIGLIO

Se togliendo lo stampo vi accorgete che il dolce è un po’ anemico, come è successo a me, rimettetelo in forno, senza stampo per qualche minuto.

 

Si conserva per qualche giorno, ben chiuso in un casschetto, ma non avendo conservanti, conviene mangiarlo in fretta…e non credo farete fatica!

 

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